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Tecnologia e innovazione
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“Shimano e SRAM sono per tutti. Campagnolo è per chi sa cambiare.”
Me l'hanno detto tante volte negli anni.
Una frase magari un po' provocatoria, ma che raccontava bene il rapporto particolare che molti ciclisti hanno sempre avuto con Campagnolo.
Io sono uno di quelli.
Sulla mia bici utilizzo ancora un Campagnolo Record 10 velocità.
Non è certamente l'ultima novità tecnologica.
Eppure continua ad andare magnificamente.
Cambio preciso, funzionamento silenzioso e quella sensazione meccanica che, almeno per me, rimane ancora oggi qualcosa di particolare.
Proprio per questo, guardando le bici moderne, da estimatore Campagnolo mi viene spontanea una domanda:
dove è finita Campagnolo?
NON È SCOMPARSA. ANZI.
Prima di tutto bisogna chiarire una cosa.
Campagnolo non è affatto scomparsa dal mercato e nemmeno tecnologicamente ferma.
Anzi.
La nuova piattaforma Super Record 13 ha portato Campagnolo alle 13 velocità e oggi esistono configurazioni 2x13, 1x13 e All Road.
C'è anche il nuovo Record 13.
Il cambio Super Record utilizza una batteria removibile, può essere installato sia con attacco UDH sia con forcellino tradizionale e dispone di sistemi elettronici per gestire automaticamente la posizione rispetto al pignone utilizzato.
Le guarniture arrivano inoltre fino alla combinazione 55/39 e sono disponibili con pedivelle a partire da 165 mm.
Insomma, dal punto di vista tecnico Campagnolo continua a sviluppare prodotti decisamente moderni.
E allora la domanda diventa ancora più interessante.
Perché abbiamo la sensazione di vederla così poco?
DAL WORLD TOUR È PRATICAMENTE SPARITA
Qui troviamo probabilmente una parte importante della risposta.
Nel WorldTour maschile 2026 non c'è una squadra che utilizzi gruppi Campagnolo.
Shimano e SRAM si dividono sostanzialmente il gruppo.
La situazione è simile nel WorldTour femminile, dove Campagnolo non equipaggia nessuna squadra.
Per un marchio con una storia così profondamente legata alle competizioni è un cambiamento enorme.
Per decenni Campagnolo era parte naturale dell'immagine stessa della bicicletta da corsa professionistica.
Oggi possiamo guardare un'intera gara WorldTour senza vedere un gruppo Campagnolo.
E PENSARE A COSA RAPPRESENTAVA
Per chi segue il ciclismo da parecchi anni la differenza è evidente.
Campagnolo non era semplicemente uno dei produttori di componenti.
Era uno dei riferimenti assoluti della bici da corsa.
Record e Super Record erano nomi che identificavano immediatamente il vertice della componentistica.
Coppi, Gimondi, Merckx, Indurain.
E più recentemente campioni come Nibali, Quintana e Pogačar hanno corso e vinto utilizzando componenti Campagnolo.
Il marchio vicentino è stato per decenni legato alle biciclette italiane più desiderate e alle più grandi corse del mondo.
Per questo la sua attuale assenza dal massimo livello professionistico si nota ancora di più.
POI È CAMBIATO IL MERCATO
Oggi una parte enorme delle biciclette viene acquistata già completamente assemblata.
Entriamo in un negozio oppure apriamo il sito di un produttore e troviamo diverse configurazioni della stessa bici.
Shimano 105.
Shimano Ultegra.
Dura-Ace.
SRAM Rival.
SRAM Force.
SRAM Red.
È così che moltissimi ciclisti scelgono la trasmissione.
Non comprano prima il telaio e poi decidono quale gruppo montare.
Comprano una bici completa.
Ed essere presenti come primo equipaggiamento diventa quindi fondamentale.
Campagnolo esiste ancora sulle biciclette complete e alcuni costruttori continuano a proporla.
Ma basta osservare il mercato per accorgersi di quanto Shimano e SRAM siano diventate pervasive.
MA C'È ANCHE UNA CRISI AZIENDALE REALE
Dietro alla minore visibilità di Campagnolo c'è anche una situazione aziendale delicata.
Il 23 settembre 2026, durante il tavolo di monitoraggio della Regione Veneto, l'azienda ha indicato un organico di 259 lavoratori e 90 esuberi ancora da gestire.
Un numero importante, anche se inferiore ai 120 esuberi inizialmente previsti nel piano del 2025.
Contemporaneamente è arrivata una novità che potrebbe avere un peso importante nel futuro dell'azienda: l'ingresso nel capitale, con una quota di minoranza, di SPAC, holding controllata dall'imprenditore Ivan Glasenberg, già presente nel mondo del ciclismo attraverso Pinarello e Q36.5.
La famiglia Campagnolo mantiene la maggioranza e il controllo dell'azienda.
Secondo quanto comunicato dalla Regione Veneto, l'ingresso del nuovo partner servirà anche a sostenere gli investimenti necessari al piano industriale di rilancio.
La situazione occupazionale, però, non è ancora risolta.
Ed è forse questo il punto che rende ancora più significativa la domanda da cui siamo partiti: Campagnolo continua a sviluppare prodotti tecnologicamente avanzati, ma nello stesso momento deve affrontare una delle fasi aziendali più delicate della propria storia recente.
IL PROFESSIONISMO CONTA PIÙ DI QUANTO SEMBRI
Possiamo dire che quello che utilizzano i professionisti non dovrebbe interessarci.
In parte è vero.
Una trasmissione non diventa migliore semplicemente perché vince il Tour de France.
Ma la visibilità conta.
Vediamo continuamente Shimano e SRAM sulle biciclette dei campioni.
Le vediamo nelle fotografie.
Nei video.
Nei bike check.
Nelle presentazioni delle nuove biciclette.
Nelle gare.
Quando arriva il momento di comprare una bici nuova, quei marchi ci risultano inevitabilmente familiari.
Se Campagnolo sparisce da quella vetrina, perde una parte importante della propria presenza nell'immaginario del ciclista.
IL PARADOSSO DELLE 13 VELOCITÀ
Ed eccoci al punto che trovo forse più curioso.
Campagnolo oggi propone già una trasmissione stradale 2x13.
Nel frattempo stiamo osservando con enorme attenzione i prototipi Shimano a 13 velocità comparsi sulle biciclette dei professionisti.
È un contrasto interessante.
Campagnolo possiede già una tecnologia che gli altri stanno ancora sperimentando ai massimi livelli delle competizioni.
Eppure è Shimano a ricevere una quantità enorme di attenzione ogni volta che il prototipo compare sulla bici di un professionista.
È una dimostrazione molto concreta di quanto la presenza nelle corse possa influenzare la visibilità di una tecnologia.
MA CAMPAGNOLO HA ANCORA QUALCOSA DI DIVERSO
Probabilmente è proprio questo il motivo per cui continua ad avere estimatori molto fedeli.
Campagnolo non ha mai dato l'impressione di voler diventare semplicemente un'alternativa a Shimano.
Ha mantenuto una propria identità.
Ergonomia particolare.
Soluzioni meccaniche proprie.
Carbonio utilizzato in modo molto riconoscibile.
Ultra-Torque.
Ruote Bora.
E naturalmente Record e Super Record.
Anche osservando l'attuale piattaforma 13 velocità si riconosce immediatamente una certa filosofia Campagnolo.
Può piacere oppure no.
Ma difficilmente la si confonde con qualcos'altro.
IL PROBLEMA È FORSE PROPRIO L'ESCLUSIVITÀ
Essere esclusivi può essere un valore.
Ma può diventare anche un limite.
Se un prodotto costa molto, compare su poche biciclette complete e non viene visto sulle bici dei professionisti, diventa inevitabilmente più difficile raggiungere nuovi ciclisti.
Chi conosce Campagnolo da venti o trent'anni sa cosa rappresenta il marchio.
Ma cosa succede al ciclista che compra oggi la sua prima bici da corsa seria?
Probabilmente entrerà nel ciclismo attraverso Shimano o SRAM.
E potrebbe utilizzare quei gruppi per anni senza avere mai una vera occasione di provare Campagnolo.
È forse questo il rischio più grande.
Non perdere chi ama già Campagnolo.
Ma non riuscire a creare la prossima generazione di campagnolisti.
IO CONTINUO A GUARDARE IL MIO RECORD 10 VELOCITÀ
Ed è qui che la questione diventa anche personale.
Il mio Record 10 velocità appartiene ormai a un'altra epoca tecnologica.
Niente wireless.
Niente batterie.
Niente app.
Dieci pignoni.
Eppure ogni volta che lo utilizzo continua a fare esattamente quello che deve fare.
E lo fa molto bene.
Non penso che questo significhi che tutto ciò che è arrivato dopo sia inutile.
La tecnologia evolve ed è giusto che lo faccia.
Ma prodotti così spiegano perché Campagnolo abbia costruito negli anni un rapporto particolare con molti ciclisti.
LA MANUTENZIONE DEI GRUPPI MECCANICI CAMPAGNOLO
Uno degli aspetti che continuo ad apprezzare delle trasmissioni meccaniche è la possibilità di mantenerle efficienti attraverso una corretta manutenzione. Cavi e guaine in buone condizioni, una regolazione accurata e componenti compatibili possono fare una grande differenza nella precisione della cambiata.
Tra i ricambi disponibili troviamo il kit cavi e guaine Campagnolo Ergopower Ultra-Shift, dedicato alla manutenzione dei comandi meccanici compatibili. Prima dell'acquisto è importante verificare la versione del proprio gruppo: non tutti i ricambi Campagnolo sono intercambiabili tra generazioni differenti.
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Non era soltanto una trasmissione.
Era qualcosa che si sceglieva.
QUINDI, DOVE È FINITA CAMPAGNOLO?
Forse la risposta è questa:
Campagnolo non è sparita.
È diventata meno visibile.
Continua a progettare gruppi sofisticati, è arrivata alle 13 velocità e mantiene una propria identità tecnica molto forte.
Ma contemporaneamente è uscita dalla vetrina più importante del ciclismo professionistico e occupa uno spazio molto più piccolo sulle biciclette complete rispetto ai suoi due grandi concorrenti.
Ed è una situazione piuttosto strana.
Perché proprio mentre Campagnolo propone alcune delle soluzioni tecnicamente più interessanti della sua storia recente, molti ciclisti potrebbero avere l'impressione opposta:
che Campagnolo non ci sia più.
Forse la vera sfida del marchio italiano non sarà quindi inventare il prossimo componente.
Sarà tornare a farlo vedere.
E voi?
Avete mai utilizzato un gruppo Campagnolo?
E sulla vostra prossima bici lo prendereste ancora in considerazione?
FONTI
Campagnolo – sito ufficiale e gamma strada 2026
https://www.campagnolo.com/it-it/
Campagnolo – Super Record 13
https://www.campagnolo.com/it-it/strada/super-record-13/
Campagnolo – Record 13
https://www.campagnolo.com/it-it/record-13/
Cyclingnews – WorldTour bikes and tech 2026
Regione Veneto – Tavolo di monitoraggio sulla situazione Campagnolo e sul piano di rilancio aziendale
https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=14418121